“Tenuta Fontana” la grande novità dello Sciascinoso

Nella stessa bottiglia un rosso di due anni ed una storia di duemila, Conquista subito. Forse perché piace ed é ancora carico di segreti. Vendemmia 2018, lanciato da “Tenuta Fontana” ecco lo Sciascinoso, vitigno di bacca nera tutto campano, finora gregario di lusso, scelto per tagliare i vini grassi e strutturati.

In Italia appena 50 ettari visitati, quasi tutti tra Napoli, Avellino e Benevento. Una presenza irrilevante se non sono state chieste analisi a San Michele all’Adige, la grande scuola trentina che per legge definisce di ogni uva il Dna. Per i suoi acini lunghi é passata come Olivella. Ma é Olivella Nera o Sciascinoso?

Dubbio lasciato cadere nell’indifferenza dai tempi di Plinio il Vecchio. Il poeta della Naturalis Historia lascia solo una traccia: l’età. Se lo amava lui, sono almeno duemila anni. A dargli un futuro di dignità hanno pensato Antonio e Mariapina Fontana, due universitari creativi, sostenuti dai genitori, capaci imprenditori.

Ragazzi che vogliono stupire: dopo le viti nella Reggia di Caserta, l’esemplare Asprinio di Alberata, spumante “Olmo” di gran perlage, finissima grappa, ecco lo Sciascinoso in purezza, 12,5 gradi, elegante e snello, mai banale. Richiama un gran Pinot Nero altoatesino, ribelle e domato, che fanno dire “O lo ami o lo odi”. Questo ha tannini ben governati da 7 mesi di legno in botti da 500 litri. Levigato, riflessi violacei nel rubino intenso, note severe di frutta rossa con finale speziato.

L’enologo toscano Francesco Lorenzetti regala una idea originale per l’estate. Rosso fresco da cene di mare.
(La Repubblica, 18/06/2020)

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