I vini eccellenti della Tenuta Fontana nascono dalla coltivazione amorevole e appassionata di vitigni antichi, a volte difficili ma sempre straordinariamente generosi. Ecco le caratteristiche e peculiarità raccontate dall'enologo Francesco Bartoletti.

Asprinio
L’Asprinio è il primo vitigno coltivato dalla famiglia Fontana. Un vitigno campano che affonda le sue radici in un passato lontanissimo, al tempo dei Greci. Storicamente coltivato con il sistema dell’alberata, “maritato” con i pioppi a formare una barriera vegetale fino a raggiungere i 11 metri, ha il suo territorio privilegiato nell’agro aversano dove nasce la DOC “Aversa”. La sua naturale propensione per la produzione di vini frizzanti rende il vitigno dell’Asprinio di Aversa la base dello spumante del Sud. Il vino bianco prodotto è leggero e dal colore giallo paglierino, dalla spiccata acidità e dai sentori fruttati e floreali.

Falanghina
Falanghina è insieme all’Aglianico, il vitigno più antico e fortemente legato alla viticoltura campana. Il suo nome deriva dal latino “falangae” che indicava i pali di sostegno utilizzati per la coltivazione della vite. Il vino ha una buona gradazione alcolica e una media acidità, sfumature speziate-vanigliate e un colore dal paglierino al dorato.

Aglianico
Il nome del vitigno deriva da “Hellenico” ma non si hanno certezze sulla sua origine se non che sia una varietà di uve molto antica. L’Aglianico Beneventano possiede un’importante struttura tannica. I vini prodotti sono adatti al lungo invecchiamento e spesso vengono affinati in legno per “calmierare" i caratteri austeri dello stesso. Il vino ha un colore rubino brillante, quasi granato in fase evolutiva. Spiccati profumi di frutta come ciliegia e amarena con una nota speziata.

Sciascinoso
Il vitigno Sciascinoso costituisce una varietà a sè. Coltivata in tutta la Campania è la base della DOC Sanno Sciascinoso. Il vino ha un bel colore rubino e aromi fruttati, molto leggeri e freschi. Si tratta di un vino poco ideoneo all’invecchiamento e viene spesso vinificato con la tecnica della macerazione carbonica che asseconda le doti di freschezza e fruttosità.

Primitivo
Il vitigno Primitivo viene coltivato in Campania nella zona del monte Massico, da qui la denominazione “Falerno del Massico Primitivo”; ha una vendemmia precoce tra la fine di agosto e gli inizi di settembre. Visto l’elevato tenore zuccherino dei frutti, vengono spesso prodotti vini della tipologia Dolce Naturale, Liquoroso Dolce e Liquoroso Secco. Il vino Primitivo ha un bel colore rubino-violaceo, profumi intensamente fruttati (ribes, ciliegie sotto spirito, confettura di frutti di bosco e prugne cotte) e speziati, che chiudono con dolci aromi di tabacco. In bocca presenta una grande concentrazione ma risulta anche soave e calibrato, sempre accompagnato da un deciso tenore alcolico. Spesso risulta migliorato dall’invecchiamento.

 

 

 

 

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